L’Aura, Ostana e Il vento fa il suo giro

 

Perché L’AURA?

L’AURA , il nome della Scuola, viene da E l’aura fai son vir, detto occitano che tradotto in italiano è

Il vento fa il suo giro. 

Film d’esordio di Giorgio Diritti con Fredo Valla autore del soggetto e co-sceneggiatore che ad Ostana, comune alpino ai piedi del Monviso, è stato ideato e scritto.

 

 

Perché Ostana?

A OSTANA È NATO IL VENTO FA IL SUO GIRO

Un film che nasce sottovoce, realizzato con la compartecipazione e la condivisione di un’intera comunità (vedi a seguire COME SI È REALIZZATO IL FILM) e che arriva ad essere un caso nazionale ed internazionale grazie alla forza della condivisione e del passaparola entusiasta e costante tra cinefili.

sito ufficiale del film >> ilventofailsuogiro.aranciafilm.com

 

 

IL VENTO FA IL SUO GIRO (E l’aura fai son vir)
Regista: Giorgio Diritti
Anno: 2005
Durata: 110′
Soggetto: Fredo Valla
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Fredo Valla
Direttore della Fotografia: Roberto Cimatti
Montaggio: Edu Crespo, Giorgio Diritti
Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati
Costumi: Raffaella Ciavarelli, Manuela Marzano
Prodotto da AranciaFilm, Imago Orbis
Produttori: Giorgio Diritti, Simone Bianchini, Mario Chemello
Produttori associati: la troupe, gli attori principali, Limina srl, Roberto Passuti, l’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira e gli abitanti della Valle Maira
Cast artistico: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Giovanni Foresti; e con l’amichevole partecipazione di Caterina Damiano, Giacomino Allais, Daniele Mattalia, Ines Cavalcanti, Kevin Chiampo, Frédérique Chiampo, Emma Giusiano, Bruno Demaria, Angelo Martelli, Nadia Belliardo, Bruno Manzo, Piero Tomassino, Giuseppe Rinaudo, Lidia Ellena, Vittorio Luciano, Sergio Piasco e Bernardo Giaime


PREMI
Il film d’esordio di Giorgio Diritti, Il vento fa il suo giro / E l’aura fai son vir (2005), scritto e co-sceneggiato con Fredo Valla, partecipa ad oltre 60 festival nazionali ed internazionali, vincendo una quarantina di premi. Riceve 5 candidature ai David di Donatello 2008 (fra cui Miglior film, Miglior regista esordiente, Miglior produttore e Migliore sceneggiatura) e 4 candidature ai Nastri D’argento 2008. Il film diventa un caso, restando in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo.


Sinossi
IL VENTO FA IL SUO GIRO (e l’aura fai son vir)
Nel contesto montano delle Alpi occitane italiane, Chersogno é un piccolo villaggio la cui sopravvivenza é legata ad alcune persone anziane ed a un fugace turismo estivo. In questa piccola comunità arriva un pastore francese, accompagnato dalla sua giovane famiglia, le sue capre e la sua piccola attività da imprenditore formaggiaio.
Ben accolto, se pur non a braccia aperte, il suo arrivo diventa la dimostrazione di una possibile rinascita del paese. Ma, un po’ alla volta, le condizioni di vita divengono sempre più difficili, tra incomprensioni, rigidezze e un pizzico di invidia. Alcuni tra gli abitanti iniziano a sentire troppo ingombrante questa nuova presenza, ed una serie di vicissitudini portano il paese a dividersi in due.

… While pic feels a little drawn out once it becomes obvious which way the wind is blowing, script takes admirable pains to give all sides a fair hearing. Helmer Diritti, who has worked with Ermanno Ol mi and Pupi Avati, elicits flinty, spontaneous perfs from the non-pro cast and has a natural feel for the rhythms of farming life.”
Leslie Felperin – Variety

… By turns funny, touching and infuriating, Diritti’s film carefully builds up the simmering tensions between people in this tight knit micro environment, whilst making the most of the astonishing mountain landscape for breathtaking images through the seasons.
Adrian Wootton – British Film Institute – London Film Fest Director

A film like The Wind Blows Round makes one thankful that festivals like Open Roads exist. It’s a debut feature from an unknown director that features a cast of non-actors […] it’s a movie of tremendous, subtle power that is difficult to forget, and Giorgio Diritti is a director of impressive grace and patience whose future work holds tremendous promise.”
Martha Fischer – Open Roads Review

“A metà dicembre in Parma […] l’ho visto e ho conosciuto il suo autore, imparando molte cose. […]. Se fossi interpellato per il solito giuochino natalizio – quali sono i dieci migliori film italiani visti nel 2006? – senza esitazioni metterei “Il vento fa il suo giro”.
Morando Morandini – Film TV


I LUOGHI DEL FILM
L’Occitania è una comunità linguistica europea che comprende tutto il midi della Francia, una valle in Spagna e tredici valli alpine in Italia, fra cui la valle Maira, situata nelle Alpi Cozie meridionali.
La lingua d’oc, già citata da Dante come lingu a poetica per eccellenza, è rimasta inalterata nei secoli fra le montagne del confine italo-fran cese. Terra di eretici e contadini, artisti e commercianti viaggiatori la valle si è rivelata un territorio ideale per il film.
Attraverso l’uso della lingua materna uomini e donne delle vallate si sono identificati nella storia e come in un antico rito collettivo si sono riappropriati della loro identità culturale, in una dinamica positiva e generosa con la troupe. L’incontaminata e silenziosa bellezza di queste montagne, scelte per le loro particolari caratteristiche ambien tali e culturali, ha offerto innumerevoli scorci e suggerimenti per la realizzazione del film.


COME SI È REALIZZATO IL FILM
“Il vento fa il suo giro” è un progetto sperimentale girato con tecnologia digitale. Senza aver goduto di finanziamenti statali infatti è stato realizzato grazie ad una particolare formula produttiva: le persone della troupe e gli attori principali sono entrati in coproduzione garantendosi con il lavoro una quota del film. Questo è stato possibile grazie all’adesione ad un progetto che esce dagli schemi tradizionali del cinema italiano, facendo propria una scelta che crede ancora all’importanza di raccontare storie autentiche. Gli abitanti delle valli, oltre a ricoprire pressoché tutti i ruoli comprimari, hanno sostenuto e reso possibile il film mettendo a disposizione mezzi, animali, oggetti di scena ed ambienti dove effettuare le riprese. Sperimentale e innovativo è stato poi l’uso delle lingue dei personaggi: il francese per la famiglia Héraud, l’occitano per i valligiani e l’italiano per gli abitanti del fondo valle.
L’intenzione di utilizzare i sottotitoli, mantenendo inalterato l’uso delle lingue senza ricorrere al doppiaggio, non ha falsato la narrazione né appiattito il film su standard preconfezionati. Allo stesso tempo ha condiviso e supportato studi sull’intercomprensione linguistica nell’ambito delle lingue romanze.