Eleonora Mesiano

Eleonora Mesiano

Ad aprile 2013 ho trascorso tre settimane in un luogo bellissimo a 1300 metri di altitudine, condividendo ogni momento con altre 15 persone anche molto diverse da me, per formazione ed esperienza. Ma tutti avevamo lo stesso denominatore comune: il desiderio di raccontare facendo cinema documentario.

Ad Ostana abbiamo scritto, discusso, raccolto le energie necessarie ad affrontare il lavoro, poi siamo andati a conoscere da vicino le storie che abbiamo scelto di approfondire e personalmente sono stata in Piemonte e Puglia: esperienze indimenticabili che per me sono state un test di vita e di lavoro di gruppo.

Poi ci siamo ritrovati tutti e 16 a Milano per il montaggio, la fase più delicata e difficile, col caldo estivo e la nostalgia dei monti, che non aiutavano…

Penso che il risultato finale sia il frutto di un lavoro di squadra impegnativo, combattuto e sofferto, ma molto bello, dove non sempre è stato facile confrontarsi, ma in cui ciascuno ha fatto del proprio meglio per la buona riuscita del film.

Grazie a questa preziosa opportunità, ai compagni, a chi ci ha diretto e coordinato e a tutti i preziosi apporti esterni di altri professionisti del settore e non solo, credo d’aver capito meglio per cosa sono tagliata e soprattutto in cosa devo correggermi.

Adesso arriva il lavoro più duro e impegnativo: issare le vele e cercare di mantenere il vento in poppa, tenendo il più possibile la rotta. Cercando di essere sempre umili, ma con la schiena dritta.